Di e con Laura Giordani e Mimmo Aiola Rosa cantava la realtà, tra fame e violenza, la sua e quella di quanti, come lei, vissero drammi, tragici eventi, dolori, tormenti, abusi… Rosa cantava la sua terra, una Sicilia esterofila, razzista, una “madre” che va contro i suoi stessi figli: ” …Terra ca nun senti, terra ca nun teni cù voli partìri, e nenti cci duni ppi falli turnari…” Rosa cantava e canta tutt’oggi. La modernità delle sue parole è spiazzante. Rosa canta l’amore, la dignità, la volontà, la disperazione, l’abuso, la violenza, l’impotenza ma anche la speranza e la forza. Memoria. Ecco cosa bisogna preservare, da cosa si deve imparare e da dove si deve ripartire. Rosa, siciliana per eccellenza.” Lo spettacolo vuol riportare alla memoria del Popolo Siciliano quelle note, quelle parole, le nenie, le ninnenanne, i canti d’amore, i canti di protesta sociale, la nostra tradizione, i nostri costumi, i proverbi, le manìe, i colori e i sapori e tanto altro di questa nostra terra di Sicilia.

La storia di Pinocchio raccontata attraverso il Teatro di Figura

di e con Angelo Gallo
Produzione Teatro della Maruca
La storia più raccontata da sempre per grandi e piccini.
In questo spettacolo Pinocchio prende vita così proprio come viene raccontato.
Nasce da un pezzo di legno scolpito e vestito dalle mani di Geppetto. Ma ai nostri giorni Chi è Geppetto? Chi è la fata turchina? chi sono Il gatto e la volpe?… e soprattutto Chi è Pinocchio? che senso a raccontare Pinocchio senza paragonare i personaggi principali e i luoghi della storia ai giorni nostri?
Un meraviglioso viaggio nel teatro di figura partendo dalla tecnica dei burattini a guanto passando poi dalle Marionette alle Mariottes con materiali di riciclo attraverso il quale si darà vita alle norme pescecane che inghiottirà Pinocchio.
Lo spettacolo, recitato dal vivo, si rifà alle prime forme di teatro ragazzi del panorama italiano nel quale il pubblico non solo prende parte ma diventa protagonista nel susseguirsi di colpi di scena.
Uno spettacolo semplice, forte e tenero allo stesso tempo in cui linguaggio evocativo del teatro di figura si mette a servizio della storia che ha accompagnato L’infanzia di ogni bambino.
Di e con Tiziana Francesca Vaccaro
Musiche originali Andrea Balsamo
Visual concept e luci Eleonora Diana

Con il sostegno di Officine Papage, Trac-Centro di Residenza Pugliese – Bottega degli Apocrifi- Manfredonia, r-Esistenze” (RC) / Compagnia DRACMA

Secondo posto Premio Ipazia per la Drammaturgia 2019 – Genova, Vincitore per la sezione drammaturgia – Teatro Donna della XVI edizione del Concorso Europeo per il Teatro e la Drammaturgia Tragos con il sostegno del Comune di Milano.
Dieci anni sono racchiusi in una lettera, quella che Vasilica scrive ai propri figli per raccontare il tempo che li ha tenuti lontani, il perché di una partenza verso un paese straniero, la terra promessa dei pettegolezzi di campagna. Sola in quella terra, si è presa cura di persone straniere, estranei, così come lei è ora estranea a sé stessa, estirpata alla radice. Dall’Italia alla Romania passando per Palermo e Milano, Sindrome Italia è il racconto di un ritorno, delle cicatrici della migrazione, di una femminilità in lotta, è la storia di una e insieme di moltissime donne, le nostre “badanti”. “Sindrome Italia” è il termine medico usato per indicare l’insieme di malattie invalidanti che colpisce le donne dell’Est che condividono una storia precisa: gli anni vissuti come migranti in Italia, lavorando come colf e assistenti familiari, lontane dalle loro famiglie e dai loro figli. Cosa succede a queste donne dopo? Quando ritornano nel loro paese? Che cosa ne è del loro futuro? È realmente come se lo sono immaginato?
Di Donatella Venuti Con Maria Milasi e Americo Melchionda Regia Americo Melchionda Produzione Officine Jonike Arti

Liberamente ispirato al romanzo filosofico – poetico-teatrale “La Tomba di Antigone” di Maria Zambrano
Antigone indossa un logorato abito da sposa, ingurgita compulsivamente le pillole che bloccano l’enzima PMKZeta della memoria: vuole dimenticare! Ma in un luogo non luogo tra vita e morte, le ombre dei personaggi della sua storia si sovrappongono nel suo cervello sotto forma di allucinazioni. Non le rimane che attraversarle quelle ombre, e forse, alla fine, riuscirà a raggiungere Polinice nella città dei fratelli, la città nuova: “…in cui non ci saranno né figli, né padri, non ci sarà sacrificio e l’amore non sarà più accerchiato dalla morte“.
Testi e regia Aurora Miriam Scala
Con Dario Garofalo, Luna Marongiu, Maria  Chiara Pellitteri e Aurora Miriam Scala
Produzione La bottega del Pane
Lo spettacolo racconta tre storie totalmente differenti l’una dall’altra. Tutte unite dal filo conduttore della cultura “OPEN”. I personaggi infatti hanno trascorso le loro vite cercando la libertà di studio, di fruizione della verità, di espressione.
Jimmy Wales – Jimbo Il primo personaggio è il fondatore di Wikipedia: Jimmy Wales (per gli amici Jimbo) Si presenta come un personaggio simpatico, capace di catturare l’attenzione con tanta ironia. Appare come un divulgatore scientifico, in principio sembrerà iniziare una vera e propria conferenza, una disquisizione sul valore della cultura e dello studio per i giovani d’oggi. In un modo divertente si parlerà ai nativi digitali, di come tutta la velocità nella ricerca di notizie a cui loro sono abituati non è sempre esistita. Jimbo sarà divertente, spiegherà con un linguaggio diretto e umoristico il suo personale percorso per arrivare a questa straordinaria “invenzione”. Sarà a tratti un leader motivazionale, un divulgatore scientifico, un filosofo, un burlone.
Chelsea Manning – Quantico Una donna con indosso una tuta arancione è parzialmente illuminata da una lampada a sospensione che lei stessa fa dondolare in silenzio per cinque volte per poi bloccarla in modo che le si illumini mezza volto; Chelsea è in prigione in un evidente stato confusionale. Vomita tuttala sua storia, come un’onda che travolge il pubblico. Non può fare ameno di evocare episodi della sua infanzia, quando era un bambino. Ed ecco che affiorano i genitori freddi e anaffettivi, l’inadeguatezza del sentirsi sbagliata, la speranza nel cambiamento della sua condizione di “femminuccia”, il reclutamento nell’esercito per diventare “un uomo”. Ma nel frattempo accade qualcosa che cambia per sempre la sua vita.
Emmy Noether – Mathematics woman “Quando avevo sei anni mi piacevano tre cose: il profumo dei biscotti di mia nonna, le camicette bianche e la matematica” Emmy è sempre stata una bambina dalle spiccate capacità, ha sempre studiato, si è sempre impegnata mostrando molteplici attitudini, ma la passione per la matematica le superava tutte. Essere contemporaneamente una donna e una mente brillante in campo scientifico nel 1920 non doveva essere una cosa semplice. Emmy ci farà compiere un salto nel passato per poi dirompere nel nostro presente.
Il Progetto Open è vincitore del Bando “Wiki teatro libero” promosso da Wikimedia e Wikipedia Italia.
Di Giovanna Criscuolo
Con Vincenzo Volo e Giovanna Criscuolo
Regia Federico Magnano di San Lio
Produzione In Arte
Due protagonisti, apparentemente sconosciuti, entrano in conflitto sin dall’inizio, tra battute comiche, discrepanze, legami profondi e colpi di scena. Monica è svanita e smemorata ma travolgente, Giuseppe è paziente ed emotivo ma risoluto, lei vuole farla finita, lui prova a salvarla: insieme ripercorrono le loro vite tra i momenti di disconnessione dalla realtà di Monica e la tenerezza di Giuseppe, che mette spesso in evidenza l’amore per la sua famiglia, fino al punto di confessare alla “sconosciuta” la malattia degenerativa della moglie. Lo spettacolo cambia rotta quando entrambi i protagonisti si troveranno, per un solo istante, a vivere in una dimensione spazio temporale coincidente, grazie al ricordo di una foto scattata da un turista. Monica riconoscerà il marito, ma solo per pochi attimi prima di ritornate nell’oblio della demenza. A Giuseppe non resterà che approcciarsi a lei, come ogni giorno, come se la incontrasse per la prima volta, nella speranza che ritorni quell’istante in cui la moglie lo chiamerà per nome, quell’istante di felicità nel sapere di non essere per lei solo uno sconosciuto. Atto unico per due attori, nato da un’idea di Vincenzo Volo, che coniuga felicemente il disegno comico con un’atmosfera intensa. La situazione viene generata da un “incidente” di percorso e racconta, con una scrittura divertente a tratti surreale, la storia di due personaggi, un uomo ed una donna, che parlano ma non si comprendono. Il tema dell’incomunicabilità è solo un espediente per affrontare, senza dramma né retorica, una tematica delicata che verrà svelata solo verso la fine dello spettacolo, ovvero l’Alzheimer. Protagonisti della pièce sono Giovanna Criscuolo e Vincenzo Volo che, partendo dalla loro consolidata affinità comica ed esperienza teatrale, danno vita con leggerezza ed ironia a un universo ricco di atmosfere profonde ed attuali. Alla realizzazione di questo quadro composito contribuiscono i costumi di Dora Argento, come segno distintivo dei personaggi, le musiche di Flavio Cangialosi con le sue sonorità originali, la scenografia essenziale di Martina Ciresie Stefano Privitera, la regia di Federico Magnano San Lio che presta attenzione alla sintesi tra tradizione e novità. Un progetto di teatro che vuole andare verso la drammaturgia moderna senza rinnegare il prezioso bagaglio dell’esperienza.
Di Tino Caspanello
con Cinzia Muscolino e Tino Caspanello
costumi: Cinzia Muscolino
scena e regia: Tino Caspanello
Produzione Teatro Pubblico Incanto

Premio speciale della Giuria – Premio Riccione 2003 Un uomo e una donna, il mare; una lingua, quella siciliana, che non permette di esprimere tutte le profondità di un sentire, una lingua fatta di necessità quotidiane, che possiede solo il presente, dilatato nel testo sulla linea che separa mare e terra, su questo limite mutevole che attrae l’uno e respinge l’altra. “Mari” è quasi una partitura musicale nella struttura e nel suono delle parole accompagnate dal lento ritmo di un calmo mare notturno. Quante volte in riva al mare abbiamo parlato di Dio e del mondo, o del nostro pane quotidiano. E accade che l’uomo e la donna si parlano, non lo fanno quasi mai, e si sorprendono del loro parlare e anche del loro cantare insieme a quelle materie che solo se le conosci bene ti aiutano ad amare, anche senza la necessità di dirlo. E’ proprio per scoprire di quale materia siamo fatti che l’uomo invita la compagna a toccare il mare, quell’acqua scura che fa orrore e affascina allo stesso tempo, quell’elemento che ha permesso loro di parlarsi. E quando la donna, arrivata là apparentemente per caso, comincia ad avvicinarsi all’uomo che ama e che se ne sta solo a pensare sulla spiaggia, ecco che i due sciolgono finalmente i nodi che nessuna lingua potrà mai sciogliere, in parole che nessun suono potrà mai restituirci. “Delizioso duetto musicale in dialetto messinese, dedicato dall’autore a coloro che amano senza parole, mentre vede prolungarsi un ripetuto breve addio, sulle rive del mare, tra un marito ansioso di restare solo a pescare e la moglie che continua a rinviare il rientro in cucina, riattaccando il discorso. Anche qui vibra una voce spasmodicamente interessata al linguaggio, che tende la rete invisibile di un sortilegio amoroso a imprigionare coi ritmi della sua partitura il movimento, legando le due figurine struggenti nel notturno marino.”

La Giuria del Premio Riccione


INIZIO SPETTACOLI ORE 21:15

SPETTACOLO PINOCCHIO ORE 19:00

INFO  E PRENOTAZIONI 090.622505 – 349.8947473